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  • #1734

    Gerardina Nigro
    Partecipante

    Sono un segretario comunale e mi ricollego al recente articolo 03.03.17 del Presidente Anutel , che condivido fortemente per il segnale di allarme sulla crisi degli uffici finanziari, ma contraddico per quanto concerne il richiamo all’assenza di indirizzi da parte dei segretari comunali, perché nei miei comuni ho condiviso tutte le difficoltà degli uffici ragioneria. Ho fatto presente (all’esterno) fin dall’inizio che questa riforma si presenta abnorme , soprattutto per la realtà dei piccoli enti, rispetto ai problemi che intende risolvere; ho scritto al Ministero dell’Interno, all’ANCI, all’IFEL, ho evidenziato nei seminari a cui ho partecipato. Il precedente sistema contabile aveva dei principi chiari ed applicabili in via generale, il nuovo sistema è uno stillicidio di principi e regolette, è sufficiente riflettere sulla composizione del D.Lgs. 118/11, avente 17 allegati di cui alcuni si compongono di 19 parti (vedi il n.6). Una regola per ogni caso: es. accertamento dei “contributi a rendicontazione” con diversa modalità, a seconda che provengano da amministrazioni che adottano o meno il principio della competenza finanziaria potenziata ( e lo Stato non l’adotta …), principio 4.2 parte 1^ punto 3.6 lett. c (mi genera molta confusione mentale muovermi all’interno del D.Lgs.118).
    Ho fatto presente da subito l’inutilità del DUP, che secondo il legislatore avrebbe dovuto tenere il comune in una costante programmazione preparatoria per il bilancio (infatti la Giunta “dovrebbe” presentare al Consiglio il DUP entro il 31 luglio art. 170 c.1 TUEL; per inciso, però si interpreta che presentare non significa che sottopone al Consiglio, ma è il termine per la delibera di Giunta ….?) ed invece viene materialmente redatto solo dopo avere impostato il bilancio, perché non si può fare il DUP, se non si conoscono i dati “definitivi” di bilancio, anche se poi formalmente approviamo prima del bilancio. Non è il DUP che ci consente di redigere il bilancio, ma è il bilancio che ci consente di fare il DUP. A cosa serve il DUP, a parte la sezione strategica, quella operativa è solo una ridistribuzione di cifre, che spesso dobbiamo fare quadrare a mano, perché anche i programmatori non ci stanno dietro. Il primo anno il software in uso presso uno dei miei comuni finanziava i programmi in negativo, perché collegava tutte le risorse al primo programma e tutto il resto finanziava in negativo, la soluzione è stata quella di fornirci un DUP in word da compilare a mano ! Il primo anno, per rispettare l’allora scadenza (pluriprorogata) del 31 dicembre 2015 per la Giunta , abbiamo approvato un DUP fasullo, che era in pratica il biennio 2016/2017 del precedente triennale (2015/2016/2017) ed il 2018 è stato impostato uguale al 2017, ovviamente dopo abbiamo riapprovato con i dati veri e tanti comuni hanno proceduto nello stesso modo; però, pur inserendo dati inutili, bisogna perdere tempo per le quadrature delle varie sezioni; tempo dell’ufficio ragioneria sottratto al lavoro concreto, facciamo i giochini contabili. A cosa serve il DUP ? A fare perdere tempo prezioso all’ufficio ragioneria ed anche al segretario comunale ( se permettete).
    I comuni avevano , con il precedente sistema contabile, il difetto dei residui non veritieri (non a causa dei principi contabili, ma della gestione concreta), non nego; però questo problema era macroscopico (da quello che sento dire) in alcuni enti, ma in altri (i piccoli per quanto riguarda la mia esperienza), era veniale, in prevalenza si trattava della tendenza a conservare alcuni residui “per sicurezza”, cosa che comunque nei miei enti ho cercato sempre di evitare (nei limiti del possibile, a volte si era in arretrato nei controlli), perché mi piaceva avere il bilancio pulito.
    Quanta utilità ha portato in bilancio la gestione del FPV ? E’ utile, al fine della chiarezza (quindi della trasparenza), dell’ottimale utilizzo delle risorse, della semplificazione, reimputare le spese ad esercizi successivi, per effetto del nuovo principio sull’esigibilità dell’obbligazione ? Prima se un’opera pubblica si trascinava in bilancio, si vedeva dalla gestione dei residui, adesso si reimputa la parte di spesa non realizzata e si gestisce di competenza e si finanzia con FPV (quanta parte della cittadinanza comprende questo dato?). Quale utilità ha apportato il FPV nella gestione un’opera pubblica che si realizza fisiologicamente a cavallo di due esercizi finanziari ? Cioè un’opera che si avvia a fine anno e viene conclusa nell’anno successivo; dove sta la criticità da risolvere che giustifichi l’introduzione di questa complicazione (FPV): fare la variazione di esigibilità, fare la variazione sul bilancio, ridurre lo stanziamento del capitolo madre, spostare su FPV spesa, determinare FPV entrata per il nuovo esercizio…. tenere nella giusta considerazione FPV entrata ed FPV spesa nella determinazione del risultato di amministrazione (anche qualche revisore ha fatto confusione su questo punto). A cosa serve portare ad FPV e reimputare la spesa per il trattamento accessorio, che al max entro marzo /aprile dell’anno successivo viene pagata ed è riferita ad una premialità che riguarda l’anno precedente? Ho inoltrato richieste al Ministero dell’Interno, all’ANCI, all’IFEL: di eliminare il DUP, inutile per tutti i comuni, ma almeno per i piccoli enti; di eliminare il FPV in parte investimento per le opere pubbliche che si realizzano nell’anno successivo (o due anni successivi) a quello di accertamento del relativo finanziamento, di limitare la complicazione del FPV a spese di investimento che si trascinano oltre nel tempo. Ed allora veramente assisteremmo ad un acceleramento delle opere pubbliche, pur di non incorrere in complicazioni.
    Sintesi: il nuovo sistema contabile risponde ad una serie di tecnicismi che rischiano di offuscare la chiara percezione del bilancio comunale e del risultato di amministrazione. Almeno per quanto mi riguarda avevo una perfetta comprensione del bilancio con il vecchio sistema contabile, con il nuovo molto meno e non vorrei stare nei comuni (e nei loro FPV) dove hanno bilanci molto complessi.
    Le regole contabili non dovrebbero perdere di vista che sono finalizzate a realizzare “un’efficace e possibile gestione” e non devono rispondere solo ad una loro logica interna, ho l’impressione che la riforma contabile risponda solo a sé stessa; forse sulla carta esprime principi contabili perfetti (?) , ma nella pratica è un fallimento e credo che in futuro , come spesso capita, si riconoscerà questo errore.
    Purtroppo questo (della teoria che deve diventare operatività) NON è un problema limitato alla riforma contabile che, in relazione alla sua rilevanza, sta pesando tanto sulla regolare gestione degli enti, ma caratterizza la valanga normativa degli ultimi anni, che sta facendo “girare a vuoto” i comuni in una confusione sempre più dilagante.
    Ma c’è ancora qualcuno “in alto” che ha la chiara visione unitaria di quanto sta accadendo ? L’impressione è che non esista più una visione d’insieme e poi tutto ricade sui comuni che, con meno personale di 20 anni fa, devono svolgere compiti che si sono centuplicati.
    Mi piacerebbe che ci fosse uno studio serio su quello che è accaduto nella vita finanziaria ed operativa dei comuni in questo ultimo ventennio. Gerardina Nigro – Segretario Comunale

    #1749

    Gianpaolo Saleri
    Partecipante

    Buongiorno Dott.ssa Nigro.
    Ho letto il suo interessantissimo articolo e ovviamente non posso che condividerlo al cento per cento. Finalmente “qualcosa si muove” e mi auguro che si esca da questo torpore che ci ha mummificato negli ultimi due o tre anni. E’ proprio ora che dopo gli anni di “sperimentazione” (visti i risultati mi piacerebbe capire cosa hanno sperimentato!) e poi di applicazione a tappeto della riforma, “noi” addetti ai lavori, che quotidianamente dobbiamo davvero applicare queste norme, si salga in cattedra e si dica la nostra.
    Per il momento la ringrazio per il contributo e le anticipo che le scriverò ancora per confrontarci e magari stabilire cosa si può fare per migliorare le cose.
    Gianpaolo Saleri.

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