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Registro delle Piattaforme di approvvigionamento digitale Certificate di cui all’art. 26, comma 3 del Codice dei contratti (D. Lgs. 36/2023)

inoltriamo in allegato il comunicato del Presidente ANAC Giuseppe Busia con il quale chiarisce che rispetto alla scadenza del 31 gennaio 2024, per le Stazioni Appaltanti che non hanno provveduto ad accedere al sistema preposto, il requisito di disponibilità di una piattaforma digitale certificata si intenderà positivamente accertato in qualunque momento successivo al 31 gennaio attraverso il concreto utilizzo di almeno una piattaforma inclusa nel registro di Anac delle certificate, consultabile al link https://dati.anticorruzione.it/#/regpiacert

LEGGI IL COMUNICATO

 

 

RISTORI COVID NON UTILIZZATI – NOTA METODOLOGICA – COMUNICATO MEF DEL 2 FEBBRAIO 2024 E ALLEGATI

RISTORI COVID NON UTILIZZATI

NOTA METODOLOGICA – COMUNICATO MEF DEL 2 FEBBRAIO 2024

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Regolazione finale dei fondi Covid

da ItaliaOggi del 27/01/2024

È in dirittura d’arrivo il decreto di approvazione della regolazione finale dei fondi Covid.
Il provvedimento, già esaminato dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali lo scorso
21 dicembre, ha subito ancora ulteriori limature ed è ormai pronto per la pubblicazione.
Si tratta del primo tassello del complesso mosaico delineato dall’ultima manovra per gli
enti locali, che si completerà con il riparto della c.d. spending review, la cui dimensione
sarà definita da decreti del Ministero dell’Interno entro un termine fissato al 31 gennaio
2024.
Come noto, infatti, le economie dei fondi erogati per fronteggiare la pandemia prima e il
caro energia poi saranno utilizzate per abbattere parzialmente i tagli. Più precisamente, il
decreto in via di perfezionamento distingue, da un lato, gli enti in surplus, che dovranno
restituire le risorse ricevute in eccesso versandole all’entrata del bilancio dello Stato in
quote costanti in ciascuno degli anni 2024, 2025, 2026 e 2027, dall’altro lato gli enti con
deficit di risorse, che riceveranno le somme a conguaglio in quote costanti in ciascuno
degli anni 2024, 2025, 2026 e 2027 (entro il 30 aprile di ogni anno).
Le disponibilità residue derivanti dalla regolazione finale saranno assegnate a tutti gli enti
(comuni, province e città metropolitane) con decreto da adottare entro il 15 febbraio 2024.
Un terzo profilo riguarda i ristori specifici di spesa, oggetto di una rideterminazione, per
cui in alcuni casi gli enti potranno svincolare (in tutto o in parte) somme bloccate in
avanzo.
Le risorse da restituire saranno acquisite all’entrata del bilancio dello Stato in quote
costanti in ciascuno degli anni 2024, 2025, 2026 e 2027, sempre mediante trattenuta sulle
spettanze.
Contabilmente, sarà da accertare l’importo delle spettanze teoriche (evitando così
penalizzazione sui parametri assunzionali e su quelli di deficitarietà), anche se si incasserà
quello delle spettanze effettive, operando le opportune regolarizzazioni.

ELENCO DEI COMUNI IN DEFICIT E SURPLUS E IMPORTI

La Corte di giustizia Ue boccia l’Italia, le ferie non godute vanno monetizzate

Indennità finanziaria per chi si dimette prima di averle fatte tutte. Invalide le ragioni di spesa pubblica

(fonte ansa.it)

l lavoratore che non abbia potuto fruire di tutti i giorni di ferie annuali retribuite prima di dare le dimissioni ha diritto a un’indennità finanziaria.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Ue specificando che gli Stati membri non possono addurre motivi connessi al contenimento della spesa pubblica per limitare tale diritto.

La sentenza riguarda il caso di un funzionario del comune di pugliese di Copertino (Lecce) che dimessosi volontariamente per il prepensionamento aveva chiesto il riconoscimento del diritto ad un’indennità sostitutiva delle ferie annuali non godute, per un totale di 79 giorni, che non aveva preso durante il lavoro.

Dal suo canto, il comune sosteneva che il funzionario fosse consapevole del suo obbligo di prendere i giorni residui di congedo prima delle dimissioni e che non poteva monetizzarli. La legge italiana prevede, infatti, che i lavoratori del settore pubblico non abbiano in alcun caso il diritto al pagamento delle ferie annuali non utilizzate.

L’interpretazione data alla disposizione italiana dalla giurisprudenza nazionale consente la monetizzazione al posto del congedo annuale solo se il congedo non è stato effettivamente preso per motivi che esulano dal controllo del lavoratore, come la malattia.

Con la sentenza, i giudici di Lussemburgo hanno confermato che il diritto europeo osta a una normativa nazionale che vieta di versare al lavoratore un’indennità finanziaria per i giorni di ferie annuali retribuite non goduti qualora tale lavoratore ponga fine volontariamente al suo rapporto di lavoro. Per quanto riguarda gli obiettivi perseguiti dal legislatore italiano nell’adottare la normativa nazionale di cui trattasi, la Corte ha ricordato, inoltre, che il diritto dei lavoratori alle ferie annuali retribuite, inclusa la sua eventuale sostituzione con un’indennità finanziaria, non può dipendere da considerazioni puramente economiche, quali il contenimento della spesa pubblica.