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MERCOLEDI 14 SETTEMBRE DALLE ORE 10 ALLE ORE 12 

CON LA PARTECIPAZIONE DEL DOTT.  GIULIO PINCHETTI – GIA’ DIRIGENTE DEL COMUNE DI BRESCIA FORMATORE REVISORE DEI CONTI E COLLABORATORE DI ENTI LOCALI IN TEMA DI GESTIONE DEL PERSONALE

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NEWSLETTER QUOTIDIANA. PIAO E DELIBERA RICOGNITIVA: IL QUADERNO OPERATIVO ANCI

(di Gianluca Bertagna)

Gli enti locali che hanno già approvato il bilancio di previsione è bene che adottino una deliberazione ricognitiva di tutti i piani già approvati ora assorbiti nel Piao.

È questo il consiglio più importante che si ricava nell’esaustivo Quaderno pubblicato oggi dall’And che propone linee guida, schemi e indicazioni operative per la prima attuazione del Piano. Un lavoro davvero pregevole che guida a 36o gradi gli operatori in quello che è destinato a diventare il più importante documento di programmazione.

Se questo, però, sarà vero a regime -ovvero quando si potrà davvero ragionare su base annua e quindi dal 2023 -, il termine di prima applicazione previsto dall’articolo 6 del Dl 80/2021 come risultante dal Dl 36/2022 è rimasto definito al 30 giugno scorso e che proprio da quella data scattano le sanzioni tra cui il temutissimo divieto di assunzione.

Per gli enti locali, a dire il vero, quel termine viene correlato all’approvazione del bilancio di previsione. A regime – quindi dal 2023, la scadenza per adottare il Piao sarà o il 31 gennaio oppure, in caso di rinvio dei preventivi, quello di 3o giorni dalla data di approvazione del bilancio di previsione.

Per il 2022 le cose sono un po’ più complicate. In base all’articolo 8, comma 3, del Dm 3o giugno 2022, il termine per gli enti locali è differito di 120 giorni rispetto a quello di approvazione del bilancio di previsione. Come sottolineato anche dall’Anci, vi sono due possibili letture: i 120 giorni si calcolano dalla data di approvazione del preventivo dell’ente o dal termine generale del 31 luglio?

Il secondo caso, quello che anche l’Anci ritiene condivisibile, darebbe la possibilità agli enti di approvare il Piao fino al 30 novembre.

Il dubbio, tenuto conto appunto delle sanzioni, non è di poco conto.

Ecco quindi che l’Anci consiglia in ogni caso di approvare celermente il Piao inteso come «Delibera ricognitiva di tutti i piani, assorbiti ora dallo stesso Piao, e già approvati». Della delibera viene proposto un modello utilizzabile facilmente.

Il Quaderno contiene anche altri utili spunti. Il Dpr 81/2022 divide gli enti tra quelli sopra e fino i 5o dipendenti. Come si calcola, però, la soglia? Il consiglio dell’Anci è di usare il metodo utilizzato per compilare la Tabella 12 del conto annuale predisposto dalla Rgs e quindi sulla base dei cedolini erogati al personale nell’anno immediatamente precedente a quello del Piao.

Nell’esaminare poi ogni sezione del Piao viene suggerito agli enti fino ai 5o dipendenti di procedere comunque, anche se non formalmente obbligati, a compilare la sezione del Monitoraggio, utile anche per la chiusura del ciclo di programmazione e per l’erogazione degli istituti premianti. A tal proposito viene fornito un quadro sinottico che contiene sia le modalità del monitoraggio che la fonte normativa.

Completa il lavoro la sezione con le bozze di deliberazioni di Giunta e gli allegati per dare corso, nelle prossime settimane, alla ricognizione di quanto già in essere ai fini dell’adozione del Piao. I documenti sono suddivisi in base alla dimensione dell’ente – sopra e fino ai 5o dipendenti -e costituiscono dei template pronti all’uso per ogni ente.

SCARICA IL QUADERNO OPERATIVO

 

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NEWSLETTER QUOTIDIANA: Concorsi e progressioni verticali; come si applica la regola del prevalente accesso dall’esterno

(Dal sito luigioliveri.blogspot.it)
 Su 100 assunzioni previste, non meno di 50 debbono necessariamente essere conseguenti allo svolgimento di concorsi pubblici. Le progressioni verticali, come anche altre procedure non aperte al pubblico, ad esempio stabilizzazioni o mobilità, possono coprire solo i restanti 50 posti disponibili.

Il parere Protocollo N.0115048/2022 del 10/07/2022 del Dipartimento della Funzione pubblica, Ufficio per l’organizzazione ed il lavoro pubblico, Servizio per la programmazione delle assunzioni e la mobilità, rivolto al comune di Lecce contiene un utile chiarimento per capire come funziona la garanzia del prevalente accesso dall’esterno.

In maniera da considerare poco opportuna, il d.l. 80/2021 ha riformato l’articolo 52, comma 1-bis, del d.lgs 165/2001, tornando a configurare le progressioni verticali come un sistema di reclutamento “chiuso”. E’ stata cancellata la previsione introdotta dal d.lgs 150/2009 secondo la quale le progressioni verticali consistevano in concorsi pubblici con riserva di posti, per tornare al passato e regolarle come veri e proprie prove interamente riservate ai dipendenti di ciascun ente.

Il comma 1-bis citato, dunque, sul punto prevede che “Fatta salva una riserva di almeno il 50 per cento delle posizioni disponibili destinata all’accesso dall’esterno, le progressioni fra le aree e, negli enti locali, anche fra qualifiche diverse, avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in servizio, sull’assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli o competenze professionali ovvero di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per l’accesso all’area dall’esterno, nonché sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti”.

Le amministrazioni pubbliche, e quelle locali in particolare, da sempre aspirano a ridurre quanto possibile le selezioni mediante concorsi. Non solo per le difficoltà amministrative ed operative retrostanti, ma per l’ambizione a scegliere i dipendenti da assumere. Si pensi alle procedure di mobilità, un tempo del tutto “ad personam”, oggi invece basate su avvisi pubblici (che, spesso, comunque, sono soltanto il paravento comunque a selezioni ben mirate).

Nel corso del tempo, il legislatore ha adottato ondivaghe previsioni, volte a contenere ambizioni ad assunzioni “nominative”, che non si conciliano con l’articolo 97 della Costituzione, letto dalla Consulta come baluardo insormontabile, almeno nella quota di un 50% delle assunzioni da destinare al concorso pubblico.

Il tema consiste esattamente nel cogliere esattamente il concetto di “pubblicità” del concorso.

Non in pochi si limitano ad un’interpretazione del lemma “concorso pubblico” strettamente limitato al significato di “pubblico” evincibile dalla legge 241/1990 e dalle regole di trasparenza: è, dunque, secondo simile modo di vedere, “pubblico” il concorso laddove si dia pubblicità e visibilità alla procedura selettiva e si consenta in modo trasparente di verificarne l’andamento, a prescindere dalla determinazione del perimetro dei soggetti ammissibili al concorso stesso.

Ma, questa è una chiave di lettura erronea. Il concorso è “pubblico” non solo per il necessario rispetto delle norme in tema di pubblicità e trasparenza, ma soprattutto perchè è “aperto al pubblico”, sicchè il suo perimetro non incontri vincoli soggettivi all’ammissione, tali da restringere la partecipazione esclusivamente a chi già conduca con la PA un rapporto di lavoro, o presso la medesima PA che assume (progressioni verticali o stabilizzazioni) o, in generale, nel complessivo ambito pubblico (mobilità volontaria).

Il concorso pubblico, pertanto, è tale se totalmente aperto al mercato e privo di riserve specifiche a lavoratori alle dipendenze della PA.

Ecco perchè la Funzione Pubblica, ricordato il vincolo ad assicurare il 50% alle assunzioni tramite concorso pubblico, precisa: “Ne consegue che, una volta determinato in base a tale percentuale il numero delle posizioni disponibili a tal fine, esse saranno accessibili solo e soltanto dall’esterno e, quindi, intangibili rispetto a qualsiasi altra procedura a carattere riservato, quantunque volta alla valorizzazione del personale già in servizio presso l’ente, come è il caso delle stabilizzazioni ex articolo 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 75/2001”.

Dunque, “una volta individuato il cinquanta per cento da destinare all’esterno nei termini suddetti, l’ente potrà eventualmente decidere di coprire il fabbisogno di personale per il restante cinquanta per cento per cento facendo ricorso a progressioni verticali, stabilizzazioni o mobilità”.

E’ evidente che per garantire l’effettivo rispetto della soglia del 50% dei reclutamenti mediante procedure concorsuali pubbliche ed aperte al pubblico, tale percentuale non possa essere calcolata sul triennio della programmazione dei fabbisogni, ma necessariamente sulla prima annualità di essa.

Le ragioni di ciò sono almeno le seguenti:

  1. in ogni programmazione triennale scorrevole, il secondo ed il terzo anno sono esclusivamente di natura previsionale e non operativa; solo la prima annualità attiene alla gestione e consente la materiale attivazione delle procedure connesse (avviene così anche nell’ambito degli appalti);
  2. se si ammettesse la possibilità di “spalmare” il 50% nel triennio, si consentirebbe alle PA di effettuare, per esempio, nella prima annualità solo ed esclusivamente procedure riservate, tradendo il chiaro spirito della norma e senza per altro la garanzia che nelle annualità successive effettivamente poi si effettuino i concorsi;
  3. il 50% deve potersi calcolare su una grandezza certa e consolidata: solo le assunzioni previste nella prima annualità lo sono, visto l’incertezza caratterizzante le annualità successive, condizionate dal rapporto spesa di personale/entrate.

Pertanto, volendo raffigurare in una tabella le facoltà normative di assunzione:

 

Assunzioni previste nel programma triennale= 36 1° anno 2° anno 3° anno
16 12 8
Modalità delle assunzioni relative al solo 1°anno:
Concorso pubblico: non meno della metà delle assunzioni 8
Progressioni verticali: non più della metà delle assunzioni 4
Stabilizzazioni: non più della metà delle assunzioni 2
Mobilità volontaria: non più della metà delle assunzioni 2

 

La somma delle modalità di assunzione non può mai superare il 50%. Ovviamente, le modalità di assunzione diverse dal concorso pubblico sono tutte facoltative, dunque è possibile assumere il 100% dei dipendenti mediante concorso pubblico o comunque non avvalersi di qualcuna delle modalità “riservate”.

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Newsletter quotidiana : La P.O. al personale di categoria C

La P.O. al personale di categoria C
I pareri dell’Aran, CFL162-161 del 21 luglio 2022, in tema di posizioni organizzative. In particolare, ci si chiede se è possibile attribuire un incarico di posizione organizzativa ad un dipendente inquadrato in categoria C, pur in presenza di personale in categoria D.

La disposizione contrattuale prevede che è possibile, in via eccezionale e temporanea, conferire l’incarico di posizione organizzativa anche a personale della categoria C, purché in possesso delle necessarie capacità ed esperienze professionali. Questa facoltà può essere esercitata per una sola volta, salvo il caso in cui una eventuale reiterazione sia giustificata dalla circostanza che siano già state avviate le procedure per l’acquisizione di personale della categoria D.

E, inoltre se l’istituto della differenziazione dei premi individuali di cui all’art. 69 del CCNL 21/05/2018 del comparto Funzioni Locali si applica anche alla retribuzione di risultato dei titolari di posizioni organizzative.

clicca qui per scaricare il documento

Newsletter quotidiana: Il risarcimento dei danni

Il risarcimento dei danni e l’accertamento dell’illegittimità dell’atto, nell’Adunanza Plenaria, del Consiglio di Stato, n. 8 del 13 luglio 2022.

Per procedersi all’accertamento dell’illegittimità dell’atto è sufficiente dichiarare di avervi interesse a fini risarcitori; non è pertanto necessario specificare i presupposti dell’eventuale domanda risarcitoria né tanto meno averla proposta nello stesso giudizio di impugnazione; la dichiarazione deve essere resa nelle forme e nei termini previsti dall’art. 73 cod. proc. amm.

Una volta manifestato l’interesse risarcitorio, il giudice deve limitarsi ad accertare se l’atto impugnato sia o meno legittimo, come avrebbe fatto in caso di permanente procedibilità dell’azione di annullamento, mentre gli è precluso pronunciarsi su una questione in ipotesi assorbente della fattispecie risarcitoria, oggetto di eventuale successiva domanda.

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COMUNE DI CASTREZZATO (BS) CONCORSO A TEMPO PIENO E INDETERMINATO DI ISTRUTTORE DIRETTIVO CONTABILE D1 CON POSIZIONE ORGANIZZATIVA SCADENZA 23 maggio 2022.

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QUESTIONARIO SUI PRINCIPI CONTABILI DEGLI ENTI LOCALI

   

QUESTIONARIO SUI PRINCIPI CONTABILI DEGLI ENTI LOCALI
Gentili Dirigenti e Responsabili dei Servizi Finanziari,
stiamo svolgendo un progetto di ricerca per conto dell’Università degli Studi di Palermo. La ricerca è stata attenzionata e finanziata da IPSASB (International Public Sector Accounting Standards Board) e mira ad analizzare il potenziale impatto che potrebbe conseguire all’introduzione dei princìpi contabili internazionali per la Pubblica Amministrazione, ossia gli IPSAS, ed a verificare le necessità di adattamento dei suddetti princìpi, nei Paesi nei quali essi sono stati introdotti.Il questionario è somministrato alle entità della Pubblica Amministrazione di diversi Paesi.Per la compilazione del questionario occorrono circa 10 minuti. Il Vostro contributo sarà fondamentale per il buon esito della nostra ricerca.

I dati verranno trattati in forma anonima e nel pieno rispetto della normativa in tema di riservatezza dei dati.

Vi ringraziamo per la preziosa collaborazione.

Vincenzo Cordaro (Assegnista di ricerca con la Fondazione Lima Mancuso – Unipa)
Salvatore Cincimino (Professore associato di economia aziendale – Unipa).

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Ricerca sostenuta dalla Associazione Responsabili Finanziari Comunali 

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