La gestione di cassa e i vincoli di destinazione

La gestione di cassa e i vincoli di destinazione

Estensione alla gestione di cassa dei vincoli di destinazione posti da legge con riferimento ad alcune particolari fattispecie, nella delibera n. 17/SEZAUT/2023/QMIG, Sezione delle Autonomie della Corte dei conti.

La richiesta di parere formulata concerne la possibilità di individuare criteri idonei a distinguere le ipotesi in cui il vincolo di competenza di talune entrate possa estendersi anche alla gestione di cassa.

In particolare, viene posto il quesito «se debbano ritenersi vincolate per cassa solo le risorse il cui utilizzo non preveda in capo all’Ente alcuna discrezionalità circa l’individuazione delle finalità da perseguire, e sia eventualmente associato ad un obbligo di effettuare la spesa entro un determinato lasso temporale; allo stesso tempo chiede di definire se, tra le entrate vincolate per cassa, rientrino le fattispecie esaminate nella parte in diritto».

La Sezione enuncia il seguente principio di diritto: «Nelle ipotesi di entrate vincolate dalla legge o dai principi contabili alla effettuazione di una spesa, il vincolo di destinazione specifico, rilevante sia per la gestione di competenza che per quella di cassa, in assenza di indicazioni puntuali o univoche da parte della legge o dei principi contabili, si concretizza con l’approvazione dei previsti strumenti di programmazione che operino la scelta tra destinazioni talora eterogenee o alternative. Le entrate indicate dalla Sezione remittente si considerano vincolate nei termini di cui in motivazione».

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La mancata comunicazione della natura di area edificabile ai fini IMU

La mancata comunicazione della natura di area edificabile ai fini IMU

La mancata comunicazione della natura di area edificabile, nella sentenza della Corte di Cassazione, n. 28932 del 18 ottobre 2023.

In caso di omessa comunicazione dell’amministrazione comunale circa le variazioni apportate allo strumento urbanistico, e il cambio di destinazione di un terreno, il contribuente è tenuto ugualmente a pagare non solo le imposte locali sulle aree edificabili, ma anche le sanzioni e gli interessi in quanto la mera previsione dello strumento urbanistico generale semplicemente adottato dal Comune fa sorgere l’obbligo di corrispondere l’Ici (e oggi l’IMU e la TASI) sull’area edificabile, circostanza non subordinata a nessuno specifico adempimento di comunicazione o di notifica, e la mancanza della comunicazione non esclude l’obbligo dichiarativo, previsto dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 10.

 

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Webinar 29 Settembre 2023 I PRINCIPI E LA SPERIMENTAZIONE DELLA NUOVA CONTABILITÀ “ACCRUAL” DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

CENTRO STUDI AMMINISTRATIVI ALTA PADOVANA

DI BRUGNOLI DIVA

con il patrocinio dell’Associazione Responsabili Finanziari comunali

Webinar 29 Settembre 2023: I PRINCIPI E LA SPERIMENTAZIONE DELLA NUOVA CONTABILITÀ “ACCRUAL” DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.

 

RELATORE: Dott. MAURO BELLESIA – Ragioniere capo del Comune di Vicenza, componente dell’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali presso il Ministero dell’Interno, componente la Commissione del Ministero dell’economia e delle finanze “Standard Setter Board”, autore di pubblicazioni in materia.

 PROGRAMMA

  1. La riforma n. 1.15 del PNRR – La nuova contabilità economico-patrimoniale “accrual” per tutte le Pubbliche Amministrazioni, enti locali compresi.
  2. I principi a livello internazionale ed europeo IPSAS/EPSAS e la Direttiva 2011/85/UE del Consiglio dell’Unione Europea.
  3. Finalità, ambito di applicazione, tempi e sperimentazione.
  4. La Struttura di Governance. Le attività realizzate e programmate.
  5. Lo Standard Setter Board (SSB) presso il Ministero dell’Economia.
  6. Il Due process.
  7. Il quadro concettuale e gli standard contabili finora approvati.
  8. Come prepararsi alla nuova contabilità: inventari, stato patrimoniale iniziale, piano dei conti, software applicativi.

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IL PARERE PARLAMENTARE SUL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

 

IL PARERE PARLAMENTARE SUL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
Lo schema di decreto legislativo recante codice dei contratti pubblici, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre scorso, atto governo n. 19 è all’esame della VIII Commissione di Camera e Senato, le quali, entro il 21 febbraio, dovevano rilasciare il relativo parere. Successivamente, lo schema di decreto legislativo tornerà a Palazzo Chigi per l’approvazione in via definitiva da rendersi entro il prossimo mese di marzo.

Il nuovo Codice, che si compone, salvo modificazioni, di 229 articoli e di 36 allegati, si applicherà a tutti i nuovi procedimenti a partire dal 1° aprile 2023; dal 1° luglio 2023 è, quindi, prevista l’abrogazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e l’applicazione delle nuove norme anche a tutti i procedimenti già in corso.

Il giorno 7 marzo prossimo, l’Asfel ha organizzato una giornata di formazione sul nuovo codice dei contratti pubblici, con relatore Eugenio Piscino.

 Parere

 

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LA LEGITTIMITÁ DEL PUNTEGGIO ON/OFF

LA LEGITTIMITÁ DEL PUNTEGGIO ON/OFF
L’attribuzione di un punteggio on/off all’offerta tecnica non è di per sé illegittima, così il Tar, Emilia Romagna, con la sentenza n. 77 del 13 febbraio 2023.

 

In tema di procedure per l’affidamento di contratti pubblici: 1) la scelta dell’Amministrazione di attribuire il punteggio relativo al merito tecnico dell’offerta col criterio on/off non è di per sé illegittima, poiché la normativa vigente non impone in ogni caso la previsione di punteggi graduabili fra un minimo e un massimo; 2) l’offerta che non soddisfa i requisiti minimi della prestazione o del bene stabiliti nella lex specialis dev’essere esclusa dalla gara, essendo carente di una condizione di partecipazione alla stessa.

 Sentenza 

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IL LICENZIAMENO DOPO L’ASSOLUZIONE

 

IL LICENZIAMENO DOPO L’ASSOLUZIONE
Il licenziamento è possibile anche in caso di assoluzione per tenuità del fatto, nella sentenza della Corte di Cassazione, n. 5194 del 20 febbraio 2023.

Nel pubblico impiego privatizzato, l’art. 55-ter del d.lgs. n. 165 del 2001, ha introdotto la regola generale dell’autonomia del procedimento disciplinare da quello penale, contemplandone la possibilità di sospensione, dunque facoltativa e non obbligatoria, come ipotesi eccezionale, nei casi di illeciti di maggiore gravità, qualora ricorra il requisito della particolare complessità nell’accertamento, restando la P.A. libera di valutare autonomamente gli atti del processo penale e di ritenere che essi forniscano, senza necessità di ulteriori acquisizioni e indagini, elementi sufficienti per la contestazione di illecito disciplinare al proprio dipendente.

Correttamente, quindi, la Corte territoriale ha escluso valenza vincolante all’assoluzione dell’odierna ricorrente -peraltro motivata con la particolare tenuità del fatto, e non per non averlo commesso, risultando quindi non smentita la materialità dei fatti medesimi, ed ha operato, come già aveva fatto l’Amministrazione, un’autonoma valutazione dei fatti, giustificata, peraltro, dal fatto che la decisione della Corte territoriale si è venuta a fondare su un corredo probatorio più ampio rispetto a quello che era stato rimesso al giudice penale.

 Sentenza

 

IAZIONE 

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GLI AFFIDAMENTI PER SOMMA URGENZA

 

GLI AFFIDAMENTI PER SOMMA URGENZA
 

 

La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Sicilia, con la delibera n. 47 del 13 febbraio 2023, ha formulato, un parere, richiamata la disciplina del codice dei contratti e del TUEL  in ordine agli aspetti giuridici e contabili degli affidamenti per motivi di “somma urgenza”, nonché l’evoluzione della giurisprudenza di questa Corte anche in sede consultiva – sui seguenti quesiti: “se nei casi in cui il fenomeno emergenziale sia di tale gravità e ampiezza per cui sia stato decretato lo stato di crisi e di emergenza regionale/nazionale e per i conseguenziali interventi inevitabilmente non si possa assicurare il rigoroso rispetto dei termini procedurali (dieci giorni per la perizia giustificativa e successiva sottoposizione da parte della giunta del provvedimento al consiglio comunale).

Si determini comunque l’applicazione della disciplina sostanziale di cui all’art. 194, comma 1, lett. e), TUEL, obbligandosi l’ente al riconoscimento del debito maturato per l’esecuzione d’interventi di somma urgenza esclusivamente nei limiti dell’utilità ricevuta dall’amministrazione con esclusione dell’utile d’impresa.

La Giunta, per attivare il provvedimento di riconoscimento della spesa con le modalità previste dall’articolo 194,comma 1, lett. e), debba necessariamente prevedere la relativa copertura finanziaria tenendo conto che la medesima potrebbe non essere garantita con i mezzi di bilancio ai sensi dell’articolo 193, comma 3. del TUEL, e potrebbero conseguentemente determinarsi squilibri finanziari chiaramente non dipendenti da scelte programmatiche volontarie o, ancor peggio, da errata o mancata programmazione.

 Parere  

 

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RICOGNIZIONE DEI PROGETTI PNRR 

 

 

Finanza Locale
 

 

RICOGNIZIONE DEI PROGETTI PNRR 

La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Liguria, con la delibera n. 27 del 8 febbraio 2023, che approva la “Ricognizione dei progetti PNRR-PNC in cui sono soggetti attuatori Regione Liguria, la Città metropolitana di Genova, le Province di Savona, Imperia, La Spezia e i Comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti”.

Il quadro normativo di riferimento per la disciplina dei controlli della Corte dei conti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è rappresentato dall’art. 22 del d. l. 16 luglio 2020 n. 76, e dall’art. 7 del d. l. 31 maggio 2021 n. 77.

L’art. 22 ha previsto il controllo concomitante della Corte dei conti sui principali piani, programmi e progetti relativi agli interventi di sostegno e di rilancio dell’economia nazionale, prevedendo la trasmissione alle amministrazioni competenti, in caso di accertamento di gravi irregolarità gestionali ovvero di rilevanti e ingiustificati ritardi nell’erogazione di contributi, ai fini della responsabilità dirigenziale ai sensi dell’art. 21, c. 1, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

Ove l’attuazione dei suddetti piani, programmi e progetti competa agli enti territoriali, le funzioni di controllo sono esercitate dalle competenti Sezioni regionali (cfr. deliberazione n. 272/2021 del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti).

 Rapporto 

 

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IL RISARCIMENTO DEL DANNO PER ILLEGITTIMO ESERCIZIO DEL POTERE

 

Finanza Locale
 

 

Il risarcimento del danno per illegittimo esercizio del potere

 

 

Il risarcimento del danno a seguito di esercizio illegittimo del potere amministrativo, nella sentenza del Tar, Milano, n. 391 del 13 febbraio 2023.

I giudici hanno precisato come l’elemento centrale nella fattispecie di responsabilità è l’ingiustizia del danno, che deve essere dimostrata in giudizio e che implica che il risarcimento potrà essere riconosciuto solo se l’esercizio illegittimo del potere amministrativo abbia leso un bene della vita del privato che questo avrebbe avuto titolo per mantenere od ottenere, rigetta una domanda risarcitoria proposta, in quanto qualora l’annullamento di un provvedimento amministrativo venga disposto per vizi formali non è riconoscibile il risarcimento del danno, atteso che in tal caso non è effettuato alcun accertamento in ordine alla spettanza del bene della vita coinvolto nel provvedimento oggetto di impugnazione.

Aggiunge il TAR che la pretesa risarcitoria non può trovare accoglimento qualora il vizio accertato non contenga alcuna valutazione definitiva in ordine al rapporto giuridico controverso, risolvendosi nel riscontro di una violazione del procedimento di formazione del provvedimento, il che avviene in particolare quando, in seguito all’annullamento dell’atto impugnato, l’Amministrazione conserva intatto il potere di rinnovare il procedimento, eliminando il vizio riscontrato.

 Sentenza  

 

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LA RIDUZIONE TARI PER GLI STABILIMENTI BALNEARI

 

LA RIDUZIONE TARI PER GLI STABILIMENTI BALNEARI                 

                      

Non ha diritto all’esenzione TARI, lo stabilimento balneare comunale in convenzione, così la sentenza della CGT di secondo grado della Liguria, n. 959/2022. 

In tema di TARI, l’esenzione dal tributo prevista dal Regolamento comunale per ”i locali e le aree adibite ad ufficio e servizi di proprietà comunale” non può esser utilmente invocata da coloro che detengono immobili di proprietà del Comune in virtù di una convenzione.

E infatti, utilizzando beni (dai quali traggono economicamente un vantaggio) che sono pur sempre suscettibili di produrre rifiuti, essi sono soggetti all’applicazione della regola eurounitaria ”chi inquina paga” con conseguenza debenza del tributo (nella specie, il contribuente era gestore, giusta convenzione stipulata con il Comune, di uno stabilimento balneare con annesso locale bar, di proprietà del medesimo Comune).

 Sentenza 

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